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Luglio 22, 2008

Ariano Irpino, S. Maria della Ferma, il quadro dimenticato

Archiviato in: Ariano — giovanniorsogna @ 10:37 am
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Lungo le direttrici delle vie dei pellegrini verso la Terrasanta, Ariano era un luogo di transito, soprattutto di coloro che da Napoli, Benevento e la Campania si inoltravano verso le Puglie. Nel medioevo, specie all’epoca di S. Ottone, i pellegrini venivano rifocillati nell’ospedale di S. Giacomo di Ariano, salivano lungo la strada regia, costeggiavano le mura della città, dopo aver fatto sosta presso le Fontane lungo il percorso regio, trovavano ristoro anche presso la celebre chiesa di S. Maria della Ferma, sec. XII-XVI, oggi scomparsa.

La Chiesa era nel tenimento della famiglia Carafa, nelle immediate vicinanze del casino Forte, oggi ne resta solo alcuni avanzi. Fu visitata dal Card. Diomede Carafa nelle celebri visite pastorali.

Nel 1929 fu pubblicato dal giornale Rapporto, di Ariano di Puglia del 31 dicembre , una foto con una preghiera che qui si riporta. Da informazioni assunte in loco, del quadro resta la traccia nella parrocchia di S. Maria dei Martiri.

Il quadro della Madonna della Ferma, di fattura popolare raffigura la Vergine col Bambino tra gli angeli, sono effigiati in contemplazione i santi protettori di Ariano S. Ottone Frangipane e S. Elziario De Sabran ed era venrata nella chiesa del Cimitero di Ariano Irpino.

Considerato che è una testimonianza importante per la fede e la religiosità popolare arianese, della devozione alla Madonna, segnalai all’Arch. Angelita Bruno che stava operando per il restauro della chiesa del Cimitero, di voler attivarsi per il restauro del quadro. Il Cav. Nicola Oliva, munifico sostenitore e promotore del restauro della citata chiesa, era intenzionato a sostenere le spese. Purtroppo dai tecnici della Soprintendenza, il quadro fu dichiarato di modesta entità e pregio, non se ne fece nulla. Osservando la foto il quadro ha ingannato per il cattivo stato di conservazione. Alla luce di ciò si può ripensare… e farne il relativo restauro.

Pur essendo custodito dalla Parrocchia, non è visibile.

Per non dimenticare si segnala alla storia e ai nostri lettori.

Il Sac. Pasquale Sebastiano, probabile cappellano della chiesa, pubblicò in quel tempo un bella preghiera che si trascrive.

PREGHIERA

Vergine Santissima, tu come un giorno con una misteriosa pioggia di pietre, fermasti le orde Saracene, che volevano assediare la nostra città, oggi liberaci dalle insidie, che ci vengono tese, dissipa le tenebre dell’errore, consola la Chiesa difendi il Papa , converti i peccatori, fortifica i giusti, acciò tutti sentano la potenza del tuo patrocinio e la larghezza della tua misericordia.

Deh, Vergine bella, Volgi uno sguardo pietoso alle anime del Purgatorio, le quali domandono che l’eterno riposo, nel possesso di quella gloria, che godono gli angioli in Cielo. E così sia.

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Con permesso dell’Autorità Ecclesiastica

Sac. Pasquale Sebastiano

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